TUTORI VOLONTARI MSNA

In Sicilia negli ultimi anni sono sbarcati e si sono fermati un elevato numero di minori stranieri non accompagnati. Dal 2015 la percentuale dei MSNA presenti in Sicilia ha costantemente superato il 40% dei minori presenti su tutto il territorio nazionale. Una presenza così cospicua ha causato per un lungo periodo, nella fase precedente e immediatamente successiva all’approvazione della Legge 47, una situazione di estrema difficoltà sul versante delle tutele legali con lunghissimi ritardi nella nomina del tutore e il conseguente danno del minore a cui è stato spesso negato totalmente o parzialmente il diritto alla tutela.

Prima della Legge 47 la maggior parte delle tutele venivano attribuite esclusivamente ad avvocati, ai sindaci e agli amministratori comunali che inevitabilmente delegavano i servizi sociali di territorio. Questa situazione che ha assunto accenti e caratteristiche diversi a seconda delle aree geografiche e dei Tribunali Ordinari e dei Tribunali per i Minorenni di riferimento, è stata lesiva dei diritti del minore ad avere riconosciuta una pronta ed efficace protezione e tutela. Dopo l’approvazione della Legge 47 e l’introduzione della figura del tutore volontario con l’indicazione di linee e procedure per la sua nomina, la situazione si è aperta a nuove prospettive pur riservando ancora diversi elementi di criticità.

Il progetto si inscrive nella prospettiva di potenziare i percorsi di autonomia e di empowerment delle neo maggiorenni e dei neo maggiorenni stranieri (ex minori non accompagnati) attraverso un accompagnamento consapevole e competente di figure adulte che svolgano un ruolo di supporto e di tutela sociale. Nello specifico, il progetto intende contribuire a definire in modo più strutturato la figura del tutore sociale, il suo ruolo e i suoi compiti e individuare attraverso una serie di sperimentazioni sul campo, buone prassi e strumenti di lavoro per una tutela sociale più efficace e competente. Ci si propone, inoltre, di facilitare i processi di scambio e condivisione di esperienze e buone pratiche, nei singoli territori e al livello regionale, e favorire le condizioni per il rafforzamento delle dinamiche di networking e per la costituzione e il potenziamento di reti di tutori sociali. I percorsi messi in campo, sono stati volti a sperimentare, intrecciandole e facendole dialogare, le seguenti due dimensioni:

1. il lavoro sperimentale sul tutore sociale, la definizione del suo ruolo, i suoi compiti e le sue funzioni;
2. la creazione di quei fattori di facilitazione per la configurazione e il rafforzamento, in ogni territorio coinvolto e a livello regionale, delle reti dei tutori sociali.