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La "Regola D'Oro"

UN PRINCIPIO UNIVERSALE, SEMPLICE QUANTO RIVOLUZIONARIO

Chiara Lubic, che ha dedicato la sua vita al dialogo e alla costruzione di ponti tra persone di culture e religioni diverse, richiamava spesso un principio comune a tutte le grandi religioni: la “Regola d’Oro”. Un precetto tanto semplice quanto rivoluzionario: fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi.

Un principio che ritroviamo in tutte le grandi religioni monoteiste, cuore della fraternità e fondamento del rispetto reciproco e della pace.
Questa regola, vissuta ogni giorno, può cambiare le relazioni tra le persone, tra le comunità, persino tra i popoli, perché il bene genera bene, il rispetto genera fiducia, l’amore genera fraternità. Camminare insieme, diversi ma vicini, custodendo le nostre identità e riconoscendo nell’altro non una minaccia, ma un dono.

Festeggiare tutti insieme la conclusione del mese sacro del Ramadan, creando una rinnovata occasione di incontro tra culture e religioni diverse e facendo rete con le realtà del territorio è stato il senso del “nostro” Eid Al-Fitr, celebrato anche quest’anno insieme ai fratelli musulmani, nelle comunità dove Fo.Co. è presente con i progetti di carattere sociale e di accoglienza.

Lunedì, l’Ex Museo dei Cimeli Storici di Chiaramonte Gulfi ha ospitato una festa di fine Ramadan articolata principalmente in due momenti, uno di riflessione, l’altro legato proprio ad un momento proprio di festa e condivisione.
Dopo i saluti di benvenuto a cura della Dott.ssa Marta Laterra, Psicologa, nei panni in questo caso di moderatrice del convegno, e della Direttrice del Progetto SAI Adulti Chiaramonte Gulfi – PROG-734, Salvina Amato, si è entrati subito nel vivo con l’intervento del signor Amor Zouhair, Presidente del Centro Culturale Islamico Ar-Rahman di Comiso, secondo il quale “Il Ramadan è il digiuno. Il digiuno c’è sempre stato. Ma il Ramadan non è solo per i musulmani, è per tutti. Cambia il nome, non la sostanza. Significa astenersi dal mangiare e dal bere, ma non si traduce solo nel non nutrirsi e nel perdere energie: il digiuno è capire come vive il povero, astenendosi dal compiere peccati, per amore di Dio. Spero che i miei fratelli che vivono qui a Chiaramonte si trovino bene. Sono molto contento di essere qui oggi e spero ci sia la possibilità di replicare incontri di questo genere, magari a Comiso”.

Il secondo intervento in scaletta è quello di Padre Joseph Muamba, Parroco “in solidum” della Parrocchia di San Nicola di Chiaramonte Gulfi che inizia invece con una battuta: “Secondo me il Ramadan non è finito. Deve iniziare. Perché ora è il momento in cui ci dobbiamo chiedere come mettere in pratica i suoi principi ispiratori nella vita di tutti i giorni. Siamo qui riuniti per condividere l’amore: questo sentimento straordinario comune a tutti, che ci unisce in una sola fraternità. Noi cristiani siamo qui oggi insieme a voi, figli spirituali di Maometto, per festeggiare la fine del digiuno. Entrambi crediamo in un solo Dio: voi avete il Ramadan, noi la Quaresima. Abbiamo tanto in comune. E al centro di tutto c’è l’amore. La convivenza tra religioni è possibile, perché la religione è una porta che Dio apre a tutte le persone. Ognuno fa le proprie scelte, ma l’amore di Dio rimane unico. Conoscere la religione dell’altro significa anche imparare come amare e aiutare un fratello”.

A chiudere il primo momento della serata, dedicato alla riflessione, l’intervento dell’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Chiaramonte Gulfi, Adriana Iacono, che ha portato i saluti di tutta l’Amministrazione, affermando che in una comunità multiculturale com’è ormai quella di Chiaramonte, momenti come questo sono fondamentali perché rappresentano occasioni preziose di ascolto e conoscenza reciproca.

E si arriva così alla seconda e ultima parte della serata, con la degustazione delle frittelle a cura dell’Associazione Culturale Femminile 8 Marzo.

Un Eid al-Fitr che ricolma il cuore di fraternità con la promessa di nuovi incontri: perché insieme, diversi e uniti, si costruisca un futuro di pace.