Progetto CAS "CAS@ STIGNANO"
SAN MARCO IN LAMIS (FG)
Quella del Convento di Stignano è una storia che parte da molto lontano. La sua destinazione a CAS è un nuovo inizio per un luogo caro a tanti…
Questo progetto di accoglienza umanista difatti trasforma questo luogo di storia e spiritualità in uno spazio dedicato alla solidarietà e alla speranza per 30 ospiti beneficiari provenienti da diverse parti del mondo.
Location suggestiva, intrisa di storia e arte, il Convento di Stignano, di proprietà̀ dei Frati Minori di Puglia e Molise, è un complesso monastico risalente al 1500. Consta di 2 chiostri: uno principale, più grande e uno secondario, più piccolo, il primo dei due impreziosito dagli affreschi raffiguranti alcuni dei momenti più significativi della vita di San Francesco e da un meraviglioso pozzo, posto al centro del chiostro stesso che, stilisticamente, si presenta come una vera e propria opera d’arte.
Inizialmente destinato all’attività ricettiva, è stato un punto di riferimento per i pellegrini impegnati nel cammino della “Via Micaelica”, uno dei cammini più antichi e suggestivi di cui si ha memoria. I camminatori hanno trovato “rifugio e conforto” tra le mura secolari dell’imponente struttura: il Convento ha assicurato loro ristoro, pace, serenità e la possibilità di gustare i piatti tipici della tradizione culinaria pugliese.
Ma il Convento è stato anche meta per turisti provenienti da più parti del mondo. Infatti, il suo inserimento all’interno delle OTA, portali di prenotazione online come booking.com, expedia.com e alcuni specifici legati al turismo religioso come ospitalitareligiosa.com, ha portato un flusso notevole di persone affascinate dalla possibilità di poter fare un esperienza diversa di pernotto: l’austerità del convento, semplice ed essenziale.
In ultimo, ma non sicuramente per ordine di importanza, il convento è stato anche il luogo dove sono state promosse esperienze di formazione e spiritualità̀ rivolte a ragazzi, giovani, famiglie e gruppi. Ha infatti ospitato principalmente durante i mesi estivi gruppi ecclesiali che hanno vissuto esperienze ludiche e di fede.
Dopo un periodo chiusura di tutte le attività legate alla ricettività, il convento riapre oggi le sue porte, all’insegna della sua vocazione originaria: essere un simbolo di apertura, comunità e aiuto reciproco.
Il progetto è pensato per garantire un’accoglienza pronta, efficiente e attenta alle esigenze dei beneficiari in ogni fase del loro arrivo e soggiorno. All’arrivo, ogni persona viene accolta in un ambiente empatico e rispettoso, con un’attenzione immediata ai bisogni più urgenti e una presentazione completa della struttura e dei servizi offerti. Prevista anche una prima valutazione medica approfondita e un colloquio psicologico strutturato per identificare eventuali vulnerabilità.
Il progetto assicura un accompagnamento medico, sociale e legale personalizzato per ogni ospite, con particolare attenzione alla tutela del loro status e alla loro integrazione nel territorio. Non mancano servizi essenziali come la preparazione di pasti rispettosi delle abitudini culturali e religiose degli ospiti, con menù realizzati in collaborazione con loro.
Le attività socio-educative e ricreative sono pensate per promuovere la socializzazione e l’integrazione, utilizzando approcci innovativi e coinvolgendo anche volontari esterni. La mediazione linguistica è presente in tutte le fasi, facilitando i rapporti con enti e istituzioni.
La struttura, un complesso ampio e accessibile, è dotata di spazi per accoglienza, socializzazione, ristorazione e formazione, con camere singole o a piccoli gruppi, servizi moderni e aree verdi. Sono garantiti servizi di lavanderia, pulizia, corsi di lingua italiana e sostegno scolastico.
Infine, è assicurato un servizio di trasporto dedicato per accompagnare i beneficiari a servizi essenziali, scuole e altri luoghi indicati, supportando soprattutto le persone con maggiori fragilità e rispettando le indicazioni delle autorità competenti.