SPRAR PER MSNA - COMUNE DI MAZARA DEL VALLO

Il progetto Sprar di cui ente gestore è il Comune di Mazara del Vallo supportato dall'ente attuatore Fo.Co., in partenariato con l'associazione Casa della Comunità Speranza, prevede l’accoglienza di 12 Minori Stranieri Non Accompagnati, presso una rete di famiglie già informalmente costituita nella città di Mazara del Vallo.
Le famiglie ospitanti saranno preliminarmente formate in maniera professionalizzante all'esperienza di accoglienza dei minori e saranno costantemente monitorate e supportate durante tutto il periodo di accoglienza. L’affidamento del singolo minore alla singola famiglia sarà decisione ultima del Comune di Mazara del Vallo, tramite apposito decreto di affidamento. È previsto –in maniera non esclusiva- il ricorso anche alla metodologia dell’affidamento omo-culturale (coinvolgimento di famiglie di origine straniera nell'accoglienza di minori provenienti dalla stessa area culturale).
Ogni famiglia potrà ospitare fino a un massimo di due minori, se rispondente ai requisiti e alle caratteristiche necessarie. È previsto un rimborso mensile per ogni minore accolto.
Il progetto prevede una comunità di accoglienza di 12 posti che ospiterà i minori durante la primissima fase di osservazione e abbinamento del minore con la famiglia e per eventuali emergenze (uscite non programmate dall'accoglienza familiare).

Il progetto si rivolge in particolare ai bisogni di una fascia fragile tra i Minori Stranieri Non Accompagnati.
Questi minori, visto la fragilità connaturata alla loro giovane età, sono particolarmente esposti ai rischi della cosiddetta “cattiva accoglienza”. Collocati spesso in strutture di prima accoglienza che non tengono conto della distribuzione per fasce di età, sono esposti ai rischi derivanti dalla commistione a ragazzi di età maggiore in alcuni casi solo sedicenti minorenni.
Il progetto è dunque un’azione fortemente innovativa di risposta all'emergenza Minori Stranieri Non Accompagnati. Può intervenire sia nella fase di primissima accoglienza, sia successivamente al collocamento del minore in comunità di seconda accoglienza.
Inoltre concorre ad un processo di de-istituzionalizzazione del sistema di accoglienza dei minori ponendo al centro la costruzione di vita del minore.